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Cultura

Resolí: il liquore dall’anima rinascimentale che Cuenca ha reso un emblema

Questo liquore scuro, speziato e corposo è diventato un simbolo della città, soprattutto se servito ben freddo insieme a un pezzetto di alajú.

Pubblicato da:
Ana Gómez González

Ma sapevi che il resolí non è un’esclusiva di Cuenca? E che le sue origini sono più vicine a Firenze che alla gola dell’Huécar? In questo articolo ti racconto la storia del resolí, come viene prodotto, dove viene consumato e perché è sopravvissuto nei secoli come un tesoro liquido. Un viaggio di sapori attraverso l’Europa e la Spagna che si conclude, ovviamente, in una bottiglia a forma di Casas Colgadas.

Che cos’è il “resolí” e perché ha così tanti nomi?

Il resolí (scritto anche resol, rosoli, rosolí, resolio o rosolis) è un liquore tradizionale a base di acquavite, caffè, zucchero e spezie. Il suo sapore è complesso e aromatico, ideale come digestivo o per occasioni speciali.

L'Accademia Reale Spagnola lo definisce come «liquore con cannella, zucchero e altri ingredienti aromatici». A Cuenca, si pronuncia «resolí» (sillaba piana), anche se si scrive con l'accento come parola acuta.

È conosciuto in tutta la Spagna con diverse varianti:

A Jaén, Córdoba e Málaga: resol o aresolí.
In Galizia: resolio, quasi identico al licore al caffè.
In Catalogna: rosolis.
In Italia: rosolio.
In Francia: rossolis.
In Croazia: rosolj.

Questo liquore, sebbene oggi venga associato a Cuenca, è di origine europea. Infatti, le sue origini risalgono al Rinascimento italiano, quando il rosolio era una bevanda raffinata, presente ai banchetti di nobili e artisti.

Le origini italiane del resolí: dal Rinascimento alla tavola spagnola

Il termine “rosolio” deriva dal latino ros solis, che significa “rugiada del sole”. Nell’Italia del Rinascimento si producevano liquori digestivi a base di alcol, zucchero ed essenze floreali o spezie. Erano simbolo di raffinatezza e rimedio casalingo.

I viaggiatori e i monaci che attraversavano l’Europa portarono questa ricetta in Spagna, dove fu adattata con prodotti locali: caffè, cannella, chiodi di garofano, agrumi, anice… Durante il Secolo d’Oro, il resolí era un liquore molto diffuso nei dopocena di corte e nelle riunioni importanti. Viene persino menzionato in alcuni testi classici.

Come si prepara il resolí tradizionale: ricetta casalinga passo dopo passo

Sebbene ogni famiglia custodisca il proprio segreto, la preparazione del resolí segue un procedimento di base che prevede l'infusione di erbe, la cottura delle spezie e un'accurata miscelazione. Ecco una ricetta tipica di Cuenca, simile a quella che ha vinto diversi concorsi locali:

Ingredienti di base (per circa 3 litri):

  • 1 litro di acquavite secca (40-50°, tipo orujo o anice secco)

  • 1 litro di caffè preparato in pentola, molto forte

  • 1 kg di zucchero (a volte caramellato)

  • Scorza d’arancia e di limone

  • Stecche di cannella

  • Chiodi di garofano

  • Anice stellato o essiccato

  • Erba limona (facoltativa)

  • Acqua (per diluire e dare consistenza)

Preparazione:

1. Preparare l'infuso di spezie: far bollire le bucce, la cannella, i chiodi di garofano e le altre spezie in acqua per qualche minuto. Lasciare riposare e raffreddare.

2. Preparare lo sciroppo: sciogliere lo zucchero in acqua calda oppure caramellarlo per ottenere un sapore tostato. Lasciare raffreddare.

3. Preparare il caffè: prepara un caffè molto forte, tipo “puchero”, e lascialo raffreddare.

4. Miscela magica: unisci tutti gli ingredienti (tisana, sciroppo, caffè e grappa) in una pentola capiente o in una caraffa di vetro. Mescola bene.

5. Riposo e filtraggio: Lasciare riposare per almeno una settimana. Successivamente, filtrare per eliminare le impurità e imbottigliare.

La gradazione alcolica varia solitamente tra i 16 e i 18 gradi e viene servito freddo, in un bicchiere piccolo.

Il resolí a Cuenca: un’identità imbottigliata

Ciò che invece è davvero tipico di Cuenca è il modo in cui si gusta il resolí. Lì, questo liquore è diventato una tradizione, un simbolo e un’attrazione turistica. Si beve soprattutto durante il periodo natalizio e la Settimana Santa, anche se c’è chi lo tiene in frigo tutto l’anno.

La bottiglia a forma di Casas Colgadas ne è l’ambasciatrice. Migliaia di turisti la acquistano come souvenir, senza sapere che il suo contenuto racchiude secoli di storia europea e di Cuenca. Inoltre, a Cuenca esiste una forte tradizione casalinga del resolí. Molte famiglie lo preparano insieme, anno dopo anno, come parte dei loro rituali festivi. Vengono persino organizzati concorsi di resolí fatto in casa, come quello che ogni anno organizza la Taberna El Albero. Nel 2024, il vincitore è stato Daniel Prieto Izquierdo, di soli 18 anni, che ha superato persino il gruppo composto da suo padre e suo nonno, eredi di una ricetta di famiglia che risale a decenni fa.

Con cosa si beve il resolí? Abbinamenti e usi gastronomici

Il resolí non è solo da bere. È anche un ingrediente di dolci e abbinamenti gastronomici locali:

Con l'alajú: il binomio classico. Questo dolce a base di miele, mandorle e fichi racchiuso tra due cialde si sposa perfettamente con la dolcezza speziata del resolí.
Su biscotti o torte: come sciroppo aromatico.

Con formaggio stagionato: nel Regno Unito è stato recentemente premiato un formaggio manchego al resolí.

In tartufi o cioccolatini: per dare un tocco spagnolo alla pasticceria gourmet.

Come digestivo: ideale dopo un pasto abbondante, grazie alle sue note di anice e caffè.

Si è affermato in altre regioni: il liquore che non conosce confini

Nonostante il suo legame emotivo con Cuenca, il “resolí” presenta numerose varianti regionali:

‍Jaén e Córdoba: si prepara con caffè, anice secco, cannella, chiodi di garofano, scorza d’arancia, camomilla, erba limona e persino finocchio. A volte viene chiamato mistela.
Malaga: si beve come bevanda natalizia e durante la Settimana Santa.
Galizia: il suo liquore al caffè è praticamente un cugino stretto del resolí.
Catalogna e Valencia: producono i rosolis, molto simili, con erbe aromatiche.

In tutte queste regioni, la ricetta varia leggermente, ma l’essenza è la stessa: un liquore artigianale, caldo e aromatico, da condividere in famiglia o tra amici.

Catalogna e Valencia

Come è sopravvissuto il resolí nel XXI secolo

In un'epoca dominata dai cocktail e dai liquori industriali, il resolí è sopravvissuto grazie all'attaccamento della popolazione locale, alla tradizione familiare e all'artigianalità. A Cuenca, inoltre, diversi piccoli produttori continuano a imbottigliarlo con cura e a venderlo nei negozi di souvenir, nelle enoteche e alle fiere.

Il boom della gastronomia locale, la riscoperta delle ricette tradizionali e il turismo culturale hanno riportato il “resolí” alla ribalta. È ricercato non solo come bevanda, ma anche come parte di un’esperienza autentica. Chi assaggia un buon “resolí” fatto in casa, non lo dimentica più.